COME CAMBIA LA CASA QUANDO LA FAMIGLIA NON È PIÙ LA STESSA

COME CAMBIA LA CASA QUANDO LA FAMIGLIA NON È PIÙ LA STESSA

Fino a pochi decenni fa, sposarsi era per sempre. Oggi è ancora una scelta in cui si crede, ma non è irreversibile, perché nessuno è più disposto a pagare pegno se una scelta del passato non rende più felici nel futuro. Allo stesso modo la casa, che al tempo dei nostri nonni era spesso la dimora di famiglia in cui si erano avvicendate diverse generazioni, adesso ha cambiato volto per adattarsi alle esigenze delle nuove famiglie allargate.
 

LA CASA TRADIZIONALE

In molti abbiamo ricordi d’infanzia di giardini in cui si giocava coi cuginetti, famiglie tradizionali e numerose riunite attorno al tavolo dei nonni nella grande sala da pranzo, magari qualche bisnonno con copertina sulle ginocchia, pianti di neonati e confetti dei giovani sposi nel mese di maggio. Il cambiamento non era un’opzione contemplata, perché avrebbe messo a rischio le basi della società.

La casa tradizionale era concepita per la famiglia numerosa, in cui i figli piccoli avrebbero trascorso la maggior parte del loro tempo extrascolastico in compagnia delle madri casalinghe. Aveva poche stanze spaziose, mobili in legno massiccio pesanti e duraturi, costruiti dai falegnami senza pensare alla possibilità di un trasloco. Chi l’acquistava immaginava di finire lì i propri giorni, lasciandola ai propri eredi in un ciclo pressoché infinito.

Anche il figlio scapolone e la figlia zitella (è il caso di ringraziare la lingua inglese che ci ha donato il termine single, neutro e non offensivo per nessuno) rimanevano sotto il tetto della famiglia di origine, perché un appartamento arredato per una persona sola era impensabile, anche se era adulta e indipendente economicamente.
 

DOVE VIVE LA FAMIGLIA MODERNA

E invece… Le cose pian piano sono cambiate. Parlare di separazioni e divorzi a volte è ancora un tabù, una notizia che viene presa come un lutto irrisolvibile, anziché come la possibilità di cambiare strada e andare avanti.

La casa di famiglia è ancora vista come un investimento per la coppia o il singolo, ma se la coppia decide di divorziare, spesso la donna non vi rimane coi figli, spesso l’immobile di proprietà viene venduto dopo un paio di anni dalla separazione. 

E come si sistemano, questi nuovi nuclei familiari? Dove vanno ad abitare le famiglie di oggi? Se divorziare non significa fallire ma andare avanti, spesso da una separazione nasce un nuovo nucleo familiare che unisce due persone separate e con figli.

Così, si sta registrando un aumento delle richieste di affitto per appartamenti arredati, che dispongano di una o due stanze da letto, così come cresce il numero delle persone che cercano immobili residenziali (appartamenti o villette) in vendita con almeno tre stanze da letto. 

I figli di queste nuove famiglie hanno nuovi punti di riferimento: quando arrivano all’età adulta hanno già incluso il trasloco nel loro bagaglio di esperienze. Sanno cosa significa cambiare casa e adattarsi, e le stanze più piccole arredate con mobili Ikea non sembrano essere un problema. Forse perché le loro giornate non trascorrono più fra quattro mura, ma fra diversi impegni e attività fuori casa.

Le donne lavorano, hanno l’indipendenza economica e la sensazione di possedere il proprio destino; gli uomini, abituati a posizioni più conservatrici, stanno assaporando la possibilità di essere felici davvero. La società patriarcale traballa ma non sembra una cosa grave, perché alla fine la casa è il posto dove si torna sempre la sera, ed è un diritto di tutti trovarvi i giusti spazi e la serenità.

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